sabato 25 agosto 2007

giorno e notte, uomini e cani

Mumbai cambia aspetto dal giorno alla notte. Proprio la Mumbai coloniale, non dico quella degli slum, dove di notte e' meglio non entrare.
Ci sono zone che di giorno sembrano tranquille, non eccessivamente povere. Ma a ripassarci di notte tutto cambia.
I marciapiedi sono particolari. Di giorno ci sono venditori ambulanti, "stalls" che vendono ogni tipo di cibo, gente indaffarata che cammina velocemente per prendere il treno. Di notte tutte queste cose scompaiono e i marciapiedi diventano dei dormitori. Soprattutto quelli coperti, sotto i portici, sotto strade sopraelevate, sotto i ponti: in tempo di monsone e' meglio essere coperti.
Ci sono centinaia di persone sdraiate una di fianco all'altra, che dormono direttamente sull'asfalto, oppure su qualche foglio di giornale. Alcuni hanno degli stracci su cui riposare. Le mamme abbracciano i bambini, alcuni piccolissimi, di alcuni mesi. Molti dormono abbracciati, eppure non c'e' bisogno di riscaldarsi, si muore dal caldo anche di notte. Queste persone poi di giorno scompaiono. Molte non possegono niente di piu' che un fagottino con quattro stracci dentro. Non hanno neanche una baracca di lamiera nello slum.
So che anche da noi ci sono persone che dormono per strada. Ma quello che qui fa impressione e' la quantita': interi marciapiedi occupati, una fila di cui non si vede la fine.
Alcuni dormono fra le macchine parcheggiate. Ho visto dei topi enormi aggirarsi fra i dormienti. E c'e' pieno di cani. Cani spelacchiati, magri, cencioci. Anche i cani si sdraiano come gli uomini e dormono li', accanto a loro, in cerca di compagnia. Sembra proprio che sia cosi': sono i cani che si sdraiano come uomini e non viceversa, in questo ordine inverso di umanita' abbandonata.
D'altra parte, fino a poco tempo fa, i cani potevano entrare nei templi indu' e gli intoccabili no.
Ho visto un ragazzo che dormiva sul marciapiede che va dalla stazione verso il mio albergo. Accanto una madre abbracciava una bambina, due ragazzi dormivano appaiati. Un padre abbracciava un ragazzino. Lui, forse non avendo nessun altro, abbracciava un cane.

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